20.12.04


sleeping red... Posted by Hello

In improvvisi momenti di autocoscienza ripenso a come spesso mi piace annegare nelle parole altrui, lasciarmi riempire dalla tranquillità che dà rendersi conto che qualcun'altro ha già provato esattamente quello che sto provando e ha trovato il modo perfetto di dirlo.
Perchè ostinarsi a trovare altre parole, a combattere contro i mulini a vento dei limiti della lingua?

Ma quando senti dentro e sulla tua carne qualcosa di inespribile, provare a descriverlo diventa una lacerazione... e alla fine l'unica soluzione e spofondare nei suoni, e lasciare che un pezzo di anima anneghi nell'inchiostro.

In questo momento detesto la tastiera... dannazione... come è paragonabile la tensione che crea la penna che scorre su foglio, lo sforzo concentrato di trattenere i pensieri che corrono più veloci dei tratti con questo plastico ticchettio inesorabile?

Voglio solo carta sottile, piegata dai moti dell'animo... odore di lacrime e sangue.

[...]

1 Comments:

At 10:08 AM, Anonymous Anonimo said...

Questi momenti sono simili alla coscienza poco prima del risveglio, quando ancora due porte sono aperte, una sul sogno e una sulla realtà. I sensi offuscati le percepiscono entrambe e sovrapposte, e ne sono confusi...
Eppure è il momento della scelta, l'inizio del viaggio, lo scalino della porta di casa che dà sul mondo.

Buon risveglio, Giù.

 

Posta un commento

<< Home