sleeping red...
In improvvisi momenti di autocoscienza ripenso a come spesso mi piace annegare nelle parole altrui, lasciarmi riempire dalla tranquillità che dà rendersi conto che qualcun'altro ha già provato esattamente quello che sto provando e ha trovato il modo perfetto di dirlo.
Perchè ostinarsi a trovare altre parole, a combattere contro i mulini a vento dei limiti della lingua?
Ma quando senti dentro e sulla tua carne qualcosa di inespribile, provare a descriverlo diventa una lacerazione... e alla fine l'unica soluzione e spofondare nei suoni, e lasciare che un pezzo di anima anneghi nell'inchiostro.
In questo momento detesto la tastiera... dannazione... come è paragonabile la tensione che crea la penna che scorre su foglio, lo sforzo concentrato di trattenere i pensieri che corrono più veloci dei tratti con questo plastico ticchettio inesorabile?
Voglio solo carta sottile, piegata dai moti dell'animo... odore di lacrime e sangue.
[...]
livro do desassossego por G.
Risolviamo bruscamente, con il sentimento, i problemi dell'intelligenza, e lo facciamo per stanchezza di pensare, per paura di trarre conclusioni, per la necessita' assurda di trovare un sostegno, o per l'impulso gregario di ritornare agli altri e alla vita. F.P.

1 Comments:
Questi momenti sono simili alla coscienza poco prima del risveglio, quando ancora due porte sono aperte, una sul sogno e una sulla realtà. I sensi offuscati le percepiscono entrambe e sovrapposte, e ne sono confusi...
Eppure è il momento della scelta, l'inizio del viaggio, lo scalino della porta di casa che dà sul mondo.
Buon risveglio, Giù.
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